Nie wieder Krieg!* FARO azione#1 Le belle bandiere

Non si ha mai finito di urlare contro l’orrore della guerra.
La bandiera realizzata da Barbara Fässler combina forme e colori dei vessilli di Ucraina e Palestina in una composizione geometrica e astratta. Così facendo, l’artista materializza un potente monumento visivo contro ogni forma di conflitto, violenza, femminicidio, omicidio, umiliazione e abuso di potere.

Gino Gianuizzi, curatore: “grazie a un caso di serendipità agenzia per il lavoro immateriale ha ottenuto in affidamento dal Demanio per Temporary Use il faro vecchio di Ancona per un periodo di sei anni dal 2026 fino al 2032. succede anche che in questo arco di tempo. Ancona sarà Città italiana della cultura nel 2028. serendipità. il progetto grazie al quale ho ottenuto l’affidamento del faro vecchio dal Demanio (il famigerato ‘Patto col Demanio’) incrocia casualmente almeno due delle macroaree in cui è articolato il progetto ‘Ancona. questo adesso’ (il dossier di candidatura della città).per chi volesse approfondire Ancona. Adesso subito https://ancona2028.it

il progetto presentato si propone di utilizzare le strutture ottenute in affidamento come spazi di ricerca e di creazione artistica. cito dal dossier: non intendiamo trasformare gli immobili in una galleria d’arte ma riteniamo che questo progetto temporaneo abbia tutte le caratteristiche per innestarsi con successo nelle dinamiche che caratterizzano il contesto urbano e paesaggistico della città di Ancona. le attività che intendiamo sviluppare intendono affrontare - attraverso gli strumenti della ricerca artistica, connessa con la ricerca scientifica e con la riflessione filosofica - gli effetti che la crisi ambientale e i mutamenti climatici in corso stanno determinando sul territorio e sulla sua fruizione. questo percorso avverrà grazie alla riflessione e all’elaborazione creativa di artistə visivə, filmaker, fotografə, scrittorə, musicistə, scienziatə, coreografə, etc. il faro sarà un luogo segnaletico catalizzatore e generatore di attenzione. nel corso dei sei anni di attività saranno implementati processi di ricerca personali e processi di ricerca interconnessi e in relazione con i luoghi e con le persone che vivono i luoghi. il processo di lavoro in corso e il risultato del processo di lavoro verrà restituito al pubblico in queste strutture che per la loro stessa natura contribuiscono alla narrazione del flusso dei mutamenti in corso nel territorio.

anche gli edifici necessitano di lavori: dalla pulizia al ripristino delle guaine per impermeabilizzare i coperti al rifacimento di intonaci distaccati alla sistemazione degli infissi all’imbiancatura; questi gli interventi leggeri cui vanno aggiunti interventi più impegnativi necessari per la messa in sicurezza dei manufatti es. consolidamento di strutture in laterizio verifica e risanamento di crepe e cedimenti sia degli edifici che del muro di recinzione lato mare che è stato compromesso dalla crescita dell’edera invasiva.

per quanto riguarda gli interventi leggeri agiremo direttamente sempre con l’idea che ‘mettere le mani in pasta’ sia il migliore approccio al fare e che sia il migliore dei modi per appropriarsi di un luogo. per gli interventi di carattere strutturale abbiamo avviato un confronto e un dialogo che speriamo porti risultati con l’Amministrazione comunale e con il Demanio.

https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_del_Cardeto

intanto vorrei che il faro riprendesse a lanciare segnali di vita. segnali non luminosi almeno per ora (per quelli c’è il faro nuovo che la notte proietta il suo fascio di luce attorno). comunque segnali visibili: siamo in alto sulla città e il muraglione ci pone ancora più in alto rispetto al percorso che dal centro della città sale al Duomo di San Ciriaco e attraversa tutto il Parco del Cardeto. il faro vecchio ultima realizzazione pubblica dello Stato della Chiesa è entrato in funzione nel 1860 a pochi mesi dall’annessione della città al Regno d’Italia ed è inserito in un contesto di strutture ex-militari fortificazioni e lunette per pezzi di artiglieria. i gabbiani volano sfruttando le termiche e il vento che qui soffia continuo.

dunque per azione#1 Le belle bandiere ho pensato di chiedere ad artiste e artisti di disegnare delle bandiere che saranno poste sul coronamento del muraglione che si affaccia verso la città per una lunghezza di circa 100 metri.

Le belle bandiere si appropria del titolo di una poesia di Pier Paolo Pasolini, pubblicata per la prima volta su Vie Nuove del 27.12.1972

P.P.Pasolini, Le belle bandiere https://www.facebook.com/reel/941675486670653

I sogni del mattino: quando
il sole già regna,
in una maturità
che sa solo il venditore ambulante,
che da molte ore cammina per le strade
con una barba di malato
sulle grinze della sua povera gioventù:
quando il sole regna
su reami di verdure già calde, su tende
stanche, su folle
i cui panni sanno già oscuramente di miseria
- e già centinaia di tram sono andati e tornati
per le rotaie dei viali che circondano la città,
inesprimibilmente profumati,

i sogni delle dieci del mattino,
nel dormente, solo,
come un pellegrino nella sua cuccia,
uno sconosciuto cadavere
- appaiono in lucidi caratteri greci,
e, nella semplice sacralità di due tre sillabe,
piene, appunto, del biancore del sole trionfante -
divinano una realtà,
maturata nel profondo e ora già matura, come il sole,
a essere goduta, o a fare paura.

Cosa mi dice il sogno mattutino?
“il mare, con lente ondate, grandiose, di grani azzurri,
si abbatte, lavorando con furore uterino,
irriducibile,
e quasi felice - perché dà felicità
il verificare anche l’atto più atroce del destino -
sgretola la tua isola, che ormai
è ridotta a pochi metri di terra…”

Aiuto, avanza la solitudine!
Non importa se so che l’ho voluta, come un re

Nel sonno, in me, un bambino muto si spaventa,
e chiede pietà, si affanna a correre ai ripari,
con un’agitazione
che “la virtù dismaga”, povera creatura.
Lo atterrisce l’idea
di essere solo
come un cadavere in fondo alla terra.

Addio, dignità, nel sogno, sia pur mattutino!
Chi deve piangere, piange,
chi deve aggrapparsi alle falde delle vesti altrui,
si aggrappa, e le tira, le tira,
perché si voltino quelle facce colore del fango,
e lo guardino negli occhi terrorizzati
per informarsi della sua tragedia,
per capire quanto sia spaventoso il suo stato!

Il biancore del sole, su tutto,
come un fantasma che la storia
preme sulle palpebre
col peso dei marmi barocchi o romanici….

Ho voluto la mia solitudine.
Per un processo mostruoso
che forse potrebbe rivelare
solo un sogno fatto dentro un sogno…

E, intanto, sono solo.
Perduto nel passato.
(Perché l’uomo ha un periodo solo, nella sua vita.)

Di colpo i miei amici poeti,
che condividono con me il brutto biancore
di questi Anni Sessanta,
uomini e donne, appena un po’ più anziani
o più giovani sono là nel sole.

Non ho saputo avere la grazia
per tenermeli stretti - nel’ombra di una vita
che si svolge troppo attaccata
all’accidia radicale della mia anima.

La vecchiaia, poi, ha fatto
di mia madre e di me

*© Käthe Kollwitz, 1924



2026

Installation
Faro vecchio del Monte dei Cappuccini nel parco del Cardeto in Ancona
240 × 150 cm

Nie wieder Krieg! Flag, print on poliester, 240 x 150 cm
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Nie wieder Krieg! Flag, print on poliester, 240 x 150 cm