Barbara Fässler Graduated 1989 from EPIAR (Ecole Pilote Internationale d’Art et de Recherche) at Villa Arson in Nice. In 2012 she received a Bachelor’s Degree in Philosophy from the State University of Milan. In 2014 she graduated from the Master in Art Education at ZHdK (Zurich University of Arts). Barbara Fässler works as a curator and as a contemporary arts critic, as well as an artist in the field of photography, video and installations. In her work the conceptual and the intuitive side converge and her artworks are often conceived in series, offer different levels of lecture and play with the limits of perception. In 2014/15, Barbara Fässler together with Domenico Lucchini was main curator of the project “Artransit Performing Arts in Motion”, part of the program Viavai of Pro Helvetia (artransit.ch). In 2006 she curated the exhibition “Immaginario contemporaneo, arte e fotogiornalismo” for Galleria Bel Vedere Onlus Milan and 2005/06 she curated with Paolo Bianchi four exhibitions “Paradossi dell’amicizia” for the Swiss Institute of Rome in four exhibition spaces in Milan. In the nineties she has been co-curator of ProjektRaum, an artist-run space in Zurich. She has taught at the Accademia Carrara di Belle Arti in Bergamo and at Naba (Nuova Accademia di Belle Arti) in Milan and Visual Arts and Art History to Secondary and High School students at the Swiss School of Milan. Since 2010 she writes regularly for Kunstbulletin, Studija and undo.net, some times for NZZ, Artmapp, Eurozine. Memberships of Professional Organizations: “Impressum – Die Schweizer Journalist/-innen”, “Zürcher Presseverein” BR (Berufsregister) AICA “Association Internationale des Critiques d’Art”, Section Suisse Biography / CV
Il rapporto tra la dimensione privata e pubblica è uno dei momenti focali del lavoro di Barbara Fässler, che ha eletto l’immagine a modo concreto di operare, portando fotografia e video a rivestire un valore strutturale e simbolico. Nei suoi interventi le immagini sono spesso derivate dall’esperienza del proprio vissuto, poste in relazione, però, con altre di valore meno personale. Pur facendo ricorso al privato, infatti, Fässler ne concepisce la realtà in senso eterodiretto, confermando quella connessione fra il privato e il pubblico che può dirsi generato da molte ricerche estetiche e riflessioni “politiche” degli anni Settanta. Diario critico bisestile dell’anno 2000 di Francesco Tedeschi
Imporre un filtro colorato a un’immagine fotografica significa toglierle il suo preteso carattere oggettivo e sottolineare un punto di vista personale. Associare due immagini implica dei processi di pensiero soggettivi. L’atto stesso di guardare è sempre velato da stati d’animo, bagagli di conoscenze, circostanze fortuite che rendono differente la stessa cosa vista da due persone. Il punto di vista individuale si pone al centro del lavoro di Barbara Fässler, che si esplica nella mostra personale al Care/of sotto forma di due dittici fotografici e, in uno spazio idealmente separato, trentotto scatole visive nelle quali è possibile intravedere, avvicinando l’occhio al loro foro centrale, un’immagine proiettata da un visore per diapositive. The Lonely House di Angela Vettese
For Barbara Fässler the image is the beginning. Color interweaves and enwraps this inception. It is a duality, a conjugation reaching towards a dual realm of meanings evoked and flung outwards by the photographic image that orders them. All her recent work is inscribed in this double conjugation, where the public horizon and the private universe are filtered and registered by the sensible manifestations of the perceptive process, which draws down a visual path images and color, form and time, and, ultimately, awareness and energy. (German and Italian scroll down) Barbara Fässler, The Energy of the Image from Antonio D’Avossa
What do we see? It is time dependent, as we no longer see the same things in the same ways as our parents did. Vladimir Nabokov, the author of «Lolita», once said that the letter M was pink for him and blue for his wife. For his son, in turn, it was purple, exactly the color which results, in painting, by mixing his parents colors. Nabakov commented with these words: «As if the genes were watercolorists». People are just as far from copies of their genes as a painting is from a copy of the image a painter has in his head. To allow to exist means to create, not to copy. (German and Italian scroll down) Filters & Colors. On the work of Barbara Fässler from Paolo Bianchi
Berlin, 24 January, 2002 Dear Barbara, The reflections on my coffee mug and in my tired eyes are made by the light of my laptop with your pictures blue, green, yellow and pink surfaces. Then the crown of a Sicilian tree. Nature, a dying tree speechless, chief contemporary witness. Is it just my impression, or is your work now really much more emotionally evocative than before? Has your personal hand grown clearer do I better understand your feelings perhaps because the occidental formalism of a society of a multiplicity of meanings has outlived itself? How do you feel about this? (German and Italian scroll down) We are what we are through the other from Harm Lux
Immagini e suoni delle artiste svizzere Barbara Fässler e Petra Ronner dialogano con la realtà rurale di un piccolo paesino svizzero. Suggerendo uno sguardo diverso che apre alla mente altri e possibili mondi. 1.560 abitanti affacciati sul lago di Walen: questo è Amden, un paesino tra Zurigo e Coira, a metà strada fra immaginazione e realtà. Qui, dove sopravvivono professioni altrove scomparse e dove si respira l’atmosfera di un tempo fuori dal tempo, le due artiste svizzere Barbara Fässler e Petra Ronner hanno portato i loro Mondi possibili. I Mondi possibili di Barbara Fässler e Petra Ronner di Giovanna Canzi
Dal giorno in cui ci siamo scoperti cittadini-prigionieri di quel “villaggio globale”, di cui parlò Marshall McLuhan, l’universo mediatico nelle sue molte declinazioni è sempre più terreno di indagine per artisti, studiosi, esperti di comunicazione. In una società (quella occidentale) in cui “fare la guerra” significa guardarla alla televisione come suggerisce Antonio Scurati nel saggio “Televisioni di guerra”, capire il ruolo e il valore che ha oggi l’immagine diventa prioritario. Se di fronte allo scorrere veloce, istantaneo, furioso dell’informazione proposta dai mass media, ci troviamo come anestetizzati e assuefatti, attraverso un processo di riappropriazione e di rielaborazione dell’immagine, possiamo cominciare nuovamente a pensare. Fotogiornalismo e arte: flusso di coscienza per immagini di Giovanna Canzi
Texts and Captions Barbara Fässler Webdesign Simon Zirkunow for Lichtsignale Editing Piergiorgio Dal Santo Tamara Schornikow Assistance Stefano Capodieci Colophon